Mio articolo su “Verona fedele”

“Febbraio 2012 di sicuro non passerà inosservato. Il mese infatti si è presentato con due caratteristiche diametralmente opposte: una prima parte freddissima e gelida e una seconda mite e quasi primaverile. In molti si chiedono se in passato vi siano stati altri mesi simili e la risposta ovviamente è si. Il mese che più si avvicina come caratteristiche a questo è senza dubbio il febbraio 1991. Prima di ogni commento però sgomberiamo subito il campo da ogni equivoco,la fase fredda del mese per Verona e per il Veneto non ha assunto caratteristiche di storicità. Altro discorso per le zone della romagna e della marche dove invece davvero il mese lo si può paragonare ai mostri sacri del 1956 o al febbraio 1929 i più freddi del secolo scorso. Nella nostra città e provincia in realtà questo mese può essere considerato il fratello minore del 1991. I due eventi sono comparabili per l’origine del freddo. Infatti entrambi prendono corpo dalle pianure russo siberiane e pertanto vengono definite avvezioni di gelo continentale. Questo tipo di irruzione presenta caratteristiche di gelo insistente che si spinge da noi aiutato da venti molto freddi chiamati “burian”. In questa occasione la direttrice principale ha seguito una traiettoria da NE verso SW andando a colpire direttamente le coste adriatiche e lasciando ai margini la pianura padano veneta e più ancora il trentino alto-adige. Proprio per questo motivo sono mancate le nevicate abbondanti e le nostre alpi sono rimaste desolatamente all’asciutto mentre gli appennini romagnoli hanno visto quantitavi fino ad oltre 2metri di neve. In tutti i casi la nostra provincia ha visto modesti accumuli nevosi che vanno da un minimo di circa 6 cm per il centro cittadino,fino a 20 di cm scarsi per la bassa veronese ed il lago di garda e una decina di cm per i colli e le montagne. Non è di certo mancato il freddo intenso,registriamo infatti valori di gelo notturno fino a -8,2° in collina e oltre i -7° in pianura. Da segnalare 3 giornate di ghiaccio. Giorni in cui la temperatura non sale mai sopra lo 0°. Nel 1991 in realtà la neve fu decisamente maggiore e si ebbero accumuli in provincia fino a 30/35cm e di notte le temperature scesero fino a circa -12°. Pertanto pur essendo stata un’ondata di freddo di grande importanza come si diceva all’inizio,non è diventata “storica” per le nostre zone. Verona in tutti i casi rimane una città decisamente “allergica” alla neve,questo in funzione di una locazione geografica che non la favorisce.Non è il lago di Garda ad influenzare il clima di Verona bensì le montagne poste proprio dietro la città. Successivamente a questa forte ondata di freddo il mese ha cambiato completamente volto ed è diventato improvvisamente primaverile. Una potente cellula di alta pressione di natura oceanica con contributo africano ha invaso il nostro territorio regalando così scampoli di primavera nel finale del mese. La stessa identica cosa,proprio ha riprova che nulla accade casualmente e che vi è sempre un riscontro storico ,successe nel 1991. Non dobbiamo meravigliarci pertanto di questi cambiamenti repentini perché fanno parte integrante del nostro clima. Attenzione però perché l’inverno naturalmente non è ancora sconfitto ed è probabile che dopo i primi dieci giorni di marzo possa ripresentarsi con altre gelate estese. Non ci sarebbe infatti nulla di strano perché molto spesso in passato le false partenze primaverili hanno nascosto insidie di ritorni invernali pericolosi per la natura e l’agricoltura. Riassumendo in due parole possiamo dire che Verona ed il veneto sono stati risparmiati dalle abbondanti nevicate e dal fortissimo gelo ma l’inverno ha fatto la voce grossa nel mese di febbraio con un finale dalle tinte primaverili sempre ben gradito.

chiaramente sempre presente il riferimento al meteo4.

:salut

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