Messaggio da Angelico – Gli effetti psicologici della neve

Gli effetti psicologici della neve.

Colgo l’occasione di questi giorni particolari e speciali per cercare di analizzare il perché si nasce (più spesso) o si diventa (meno spesso) nevofili nel vero senso della parola, con il rischio di perdere quasi tutta notte alla finestra o meglio…al lampione…come è veramente successo qualche giorno fa a molti esseri umani in attesa….della dama.

Nessuno si è mai chiesto perché esistono i nevofili?
Si potrebbe dire perché ci sono e basta.
Ma c’è qualcosa di più sottile entro l’anima dei nevofili, qualcosa di così incollato o legato che non si perde neppure….dopo gli ottantanni.

Pensate che ai primordi di Meteo 4 io e Bellavite credevamo di essere i soli che nell’attesa della neve facevamo diversi Km. a piedi dalla città fin sulle alte Torricelle o colline per vedere se e quando cominciavano i primi fiocchi.
L’esultanza era grande già al vedere il primo e poi diventava un trionfo, un tripudio quando continuavano.
Ma ancora non avevamo imparato a sufficienza che già duecento metri facevano la differenza e che differenza e al ritorno in città trovavamo la pioggia, gelata fin che si vuole, ma pioggia, dato che spesso eravamo proprio al limite, con lo zero termico sui 300-400 metri.
Fino a duecento metri di quota dunque la neve, la neve soffice, bianca, morbida, quasi da accarezzare e poi la grigia, monotona e fredda pioggia.
Eh già perché la neve non è fredda, è troppo bella per essere fredda.
E’ candida, immacolata, morbida come un orsacchiotto o una bambolina di pezza degli anni trenta per essere fredda.
E’ meravigliosa la neve e basta.
Questo per quanto riguarda gli inverni normali con invasioni fredde di una certà entità.
Ma quella tuttora in corso è diversa.
E’ irripetibile oppure si vede circa ogni venti-trentanni.
E quest’anno poi ci ha fatto tirare il collo più o meno in tutto il Veneto.
Ci ha fatti morire di attesa, come quando aspetti la ragazza alla quale tieni tanto e che non vuoi perdere per nessuna cosa al mondo…..e che non arriva mai.
Tale e quale la neve in questi giorni.
Si è concessa fin troppo altrove, facendo anche gravi danni.
Si è concessa come un’innamorata al suo ragazzo, per più giorni di seguito fino a ridurlo al lumicino.
Non è mai capitato a nessuno di voi?
Nessuno ha ricordi di questo tipo?
Non è possibile.
Non può essere.
Tutti siamo o siamo stati giovani.
Ecco i motivi psicologici che ti aiutano a adorare la neve, in modo speciale a Verona e Veneto.
Per noi veneti la neve, la neve quella buona, la neve a parecchi gradi sottozero come quella di questi giorni è cosa rara, molto rara, di una rarità oltre il limite.
Come una ragazza bellissima che non si concede mai, o troppo poco. o quasi niente.
La aspetti, sembra che arrivi e non arriva mai.
La aspetti, dovrebbe arrivare subito, ma forse ha perso il treno.
Forse ha pensato di andare altrove, in altri paesi.
Le ore dell’attesa sono le più dure, ma anche le più vissute, le più sentite, le èiù motivanti, le più emozionanti.
L’aspettativa di qualcosa è sempre più importante addirittura dell’arrivo.
E noi veneti se sappiamo qualcosa, se non altro per questa grande ondata artica.
Ma come un blocco artico che giunge addirittura dalle zone del grande nord e che poi nel veneto non ti combina niente di eccezionale, almeno come il 13 dicembre 2001.
Sembrava eguale e forse non era nemmeno simile.
Nelle condizioni atmosferiche come nel resto della vita al massimo le situazioni possono essere simili ma mai eguali.
Sembrava l’arrivo la fine del mondo in atmosfera e poi la montagna, almeno per noi, ha partorito solo un topolino.
Un topolino almeno incapace di fare danni, ma sempre topolino è.
E quando arriva questa benedetta dama, quando arriva la tanto sospirata, ecco che si ferma solo qualche ora di sfuggita, qualche povero centimetro, qualche ora per innamorarsene ancora di più, per farti impazzire dalla voglia, dal desiderio di averla, di averla tutta tua, nel senso che arrivi almeno nella tua città e per la tua città.
Ora tutto sta cambiando e tra un po’ anche questa avventura passerà nella storia, ma, come sempre a Verona e Veneto, con quel pizzico di amaro in bocca di aver visto montagne di cioccolatini e a te ne hanno offerto solo uno.
Come consolazione del sarà per un’altra volta!
Del chissà cosa ci riservano i prossimi inverni.
Ma sempre con la speranza nascosta entro il cuore di una vera nevicata come Dio comanda, anche a Verona.
Buona primavera a tutti.
Angelico.

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