Malformazioni Uterine

Le malformazioni dell’utero possono essere la causa di varie disfunzioni, ma responsabili anche delle difficoltà a concepire o portare a termine una gravidanza.Di solito vengono conosciute e accertate solo nel momento in cui compaiono segnali che portano a fare esami medici mirati.

Per diagnosticare una malformazione dell’utero,non basta una semplice visita ginecologica, ma verrà prescritta una o più indagini strumentali, utili per avere un quadro corretto e preciso della situazione. Ecco quali sono gli esami possibili:
ecografia, meglio se tridimensionale, in quanto consente un’ottima visione della cavità uterina. E’ consigliabile eseguirla contemporaneamente all’isterosonorogr afia, che consiste nell’introduzione di soluzione fisiologica all’interno dell’utero per una più chiara visualizzazione;

isterosalpingografia che consente di visualizzare solo il profilo interno dell’utero, per cui non permette di distinguere in modo corretto la differenza tra alcuni tipi di malformazioni;

isteroscopia che consente una visualizzazione diretta della cavità dell’utero, grazie all’impiego di una telecamera a fibre ottiche;

laparoscopia con cui è possibile visualizzare la cavità addominale e la conformazione di tutto l’apparato genitale. Permette di risolvere qualsiasi dubbio diagnostico lasciato in sospeso da altre indagini.

Una volta venute a conoscenza della malformazione uterina è indispensabile eseguire un’ecografia delle vie urinarie e un’urografia, per poter individuare un’eventuale malformazione della vescica, dell’uretra, degli ureteri o dei reni.

Fonte:gravidanza e puericultura

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Le malformazioni

Utero didelfo

L’utero didelfo è una malformazione molto rara. Non è da confondersi con l’utero “bicorne” perché nell’utero didelfo coesistono due uteri completamente distinti, cioè formati da due corni separati. Questi continuano in due colli che sboccano o in una vagina unica o più spesso (nel 75% dei casi) in una vagina doppia, formata cioè da un’unica cavità e divisa in tutta la sua lunghezza da un setto longitudinale. Talvolta sono doppie anche le tube e le ovaie. Come l’utero bicorne anche questo tipo di malformazione uterina non è causa di infertilità accertata, ma è causa dell’aumento dell’incidenza di aborti spontanei (20-35%) e di parti prematuri (15-30%).

A volte, chi presenta questa malformazione potrà riscontrare dolore nei rapporti sessuali a causa del setto (qualora presente) che divide la vagina.

La diagnosi viene fatta in genere durante le normali visite ginecologiche ma l’ecografia rende ancor più evidente ed obiettiva questa rara situazione. Generalmente non è necessaria una terapia chirurgica. Tuttavia è consigliabile intervenire, solo dopo il ripetersi di aborti spontanei, sempre che non sia in corso una gravidanza. Se, invece, il concepimento è già avvenuto, è opportuno, come per altre malformazioni, eseguire un cerchiaggio al collo (o, meglio, ai due colli) dell’utero.

Il chirurgo potrà intervenire anche sul setto che divide la vagina, rimuovendolo solo se comporta fastidi importanti.

L’utero bicorne

Dopo l’utero setto l’utero bicorne è la più frequente malformazione uterina. Questa anomalia dipende da un’incompleta fusione dei due corni di Muller che, a sua volta, provoca una duplicazione della cavità uterina.

Invece la vagina, il collo uterino e gli altri organi genitali sono presenti in un unico esemplare, così com’è fisiologicamente normale. Nell’utero bicorne la parte superiore è divisa in due corni separati, uniti in basso dove confluiscono in un unico collo. Rispetto all’utero setto è coinvolta anche la parte esterna (mentre il setto coinvolge solo l’interno della cavità).

Questa malformazione non è causa d’infertilità ma rende più probabile un aborto spontaneo e soprattutto un parto prematuro, perché le due cavità uterine sono più piccole. Si calcola che la probabilità di dare alla luce un bambino vivo sia del 60%.

E’ il ginecologo a sospettare la presenza di un utero bicorne con una normale visita, ma la diagnosi precisa può essere fatta solo tramite una isteroscopia o una laparoscopia. E’ consigliabile, in presenza di utero bicorne, un intervento chirurgico correttivo (metroplastica) tramite il quale le due cavità vengono riunite.

Durante la gravidanza, invece, è opportuno il cosiddetto “ cerchiaggio” del collo dell’utero, che consiste nel serrare l’apertura del collo dell’utero in vagina per evitare che si dilati a seguito dell’aumento del volume e della pressione interni all’utero stesso.

In maniera simile a quanto avviene per l’utero doppio (o didelfo), questa anomalia non compromette la fertilità, ma causa spesso aborti per la prematura espulsione del feto: la scarsa elasticità dell’utero, infatti, non gli permette di dilatarsi all’aumento di volume del feto stesso, man mano che la gestazione procede.

L’utero setto

Durante l’embriogenesi i dotti mülleriani danno origine all’utero, alle tube di Falloppio ed ai 4/5 superiori della vagina. Lo sviluppo di questi organi viene convenzionalmente diviso in tre periodi. Il primo va dalla sesta alla nona settimana. Il secondo periodo va dalla nona alla tredicesima settimana. Il terzo dalla tredicesima alla diciassettesima settimana. Le più frequenti anomalie uterine sono il risultato di una difettosa fusione dei dotti mulleriani. Vari tipi di malformazioni congenite dell’utero possono essere causa di infertilità e aborto ricorrente. Si tratta di casi piuttosto rari (3-4% delle donne), ma che hanno un’incidenza maggiore nelle pazienti polibortive (tra le quali la percentuale salirebbe al 13%).

L’UTERO SETTO
E’ la più comune malformazione dell’utero e, fortunatamente, quella più benigna. La cavità uterina è divisa in due da una membrana fibrosa (detta “setto”), che parte dal fondo e prosegue verso il collo dell’utero. Se il setto percorre l’intera cavità uterina è definito “totale” o “completo”, mentre si parla di “setto parziale” o “subsetto”, allorché la divisione della cavità uterina non è completa. Ha un’origine simile all’utero bicorne, poiché deriva da un difetto intervenuto al momento della fusione dei due corni di Muller. La differenza sta nel fatto che nell’utero setto non si ha una duplicazione dei corni, ossia della parte superiore dell’utero, poiché l’anomalia riguarda esclusivamente la cavità uterina. L’utero setto non dà dolori in genere, nonostante alcune donne lamentino fastidi durante i rapporti sessuali.

utero_settoA volte viene scoperto casualmente durante esami per l’infertilità, come le isterosalpingografie o le isteroscopie. E’ molto dubbia l’incidenza del setto sulla fertilità, mentre pare accertato che anche un piccolo setto possa determinare aborti spontanei (nonostante la percentuale sia piuttosto bassa). Se gli aborti si dovessero ripetere per più di due volte in una donna portatrice di un setto o di un subsetto, è opportuno sottoporsi a un intervento chirurgico di correzione (detto “metroplastica” ) in genere poco invasivo, perché eseguito tramite isteroscopia. Dopo l’intervento non è poi necessario lasciare passare molti mesi prima di iniziare una gravidanza.

L’utero arcuato

L’utero arcuato è considerato una forma lieve di malformazione poiché non riguarda tutto l’organo come l’utero bicorne o una porzione importante della cavità uterina come l’utero setto.

Questa anomalia è caratterizzata dalla presenza di una lieve insellatura del profilo fundico della cavità uterina ossia della sua parte superiore. Ad una visione esterna dell’organo esso può apparire normale o mostrare solo una lieve depressione centrale. E’ l’anomalia dei genitali interni femminili di più frequente riscontro, non dà alcun fastidio e in genere è diagnosticata casualmente durante una isterosalpingografia o una isteroscopia. L’ecografia normale può indicarne l’esistenza ma va poi distinta dall’utero setto che le assomiglia. La diagnosi che differenzia l’una dall’altra si può fare con un’ecografia tridimensionale associata all’isteroscopia.

L’utero arcuato non si collega ad un quadro clinico particolare, cioè non si può parlare di malattia ma solo di una variante normale della forma dell’utero. Non è certo infatti che abbia un reale impatto sulla capacità riproduttiva della donna. Nelle pazienti che presentano questa anomalia il 95% rimane in gravidanza naturalmente. Al contrario, la capacità di portare avanti la gravidanza sembra ridotta a causa di un più elevato rischio di aborto precoce e, nelle gravidanze che giungono a termine, sembrano più frequenti le complicanze ostetriche. Nella stragrande maggioranza dei casi, tuttavia, non è indicato nessun trattamento. Solo raramente può essere preferibile correggere per via isteroscopica lo sperone del fondo uterino.

L’utero unicorne

L’utero unicorne è la più rara delle malformazioni uterine (1-2% dei casi). In questo caso è presente solo la metà dell’utero, con una sola tuba e una sola ovaia. L’altra metà manca del tutto o compare un altro corno abbozzato, spesso non comunicante col resto dell’utero. Si forma a seguito della mancata unione dei corni di Muller. Di conseguenza uno dei due non si sviluppa o si sviluppa in modo ridotto, congiungendosi o meno, a seconda dei casi, al resto dell’utero. Questo, in definitiva, resterà “dimezzato”, e si avrà una sola ovaia e una sola tuba.

L’utero unicorne in genere non dà sintomi. Può dare forti dolori mestruali se l’eventuale abbozzo del secondo corno non è collegato alla vagina e dunque il sangue mestruale non sfocia all’esterno. Viene diagnosticato durante accertamenti per infertilità o quando si verificano aborti spontanei ripetuti. La diagnosi si fa tramite ecografia o laparoscopia.

Non è chiaro perché l’utero unicorne causi infertilità ma le donne che hanno questa malformazione rimangono gravide con molte difficoltà e solo il 40% di queste riesce a portare a termine la gravidanza.

La terapia consiste nell’asportare chirurgicamente l’eventuale secondo corno. L’intervento infatti si attua qualora i dolori mestruali siano di forte intensità o allorché il ginecologo ritenga opportuno aumentare le possibilità della donna di rimanere gravida e non andare incontro a parti eccessivamente prematuri. Durante la gravidanza comunque è richiesto il cerchiaggio del collo dell’utero associato a farmaci che inibiscono le contrazioni uterine.

Fonte:settimanale vitache nasce.it

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